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Anzitutto, dovete sapere che questo è il vero decalogo, mai pubblicato. Di fronte ai vostri occhi state vedendo la chiave per guadagnarsi la fiducia dei catalani.
Queste istruzioni sono state scritte per autoctoni: se le seguirete, riuscirete a integrarvi perfettamente in Catalogna.
1- Regola numero 1 e più importante: non dire mai che il catalano è una lingua. Il catalano è un dialetto che proviene dallo spagnolo. Lo stesso per il valenziano.
2- I catalani non sono bilingue. Non gli piace imparare lo spagnolo (perché pensano che non serve a niente) e nemmeno parlarlo, anche se l’altra persona (sia di Cina o sia di Motilla del Palancar) non capisce il catalano.
3- Pompeu Fabra e Jordi Pujol, in realtà erano di Madrid e parlavano sempre in spagnolo tra loro. Quello che hanno scritto o detto l’hanno copiato, ovviamente.
4- Il “pa amb tomata” è una chiara versione catalana della Bruschetta italiana. L’hanno esportato i primi italiani che sono arrivati alla “regione” catalana.
5- “La sardana” è una appropriazione indebita di una danza popolare di una regione della India. Si balla in cerchio e ci si può unire sempre che si parli il catalano.
6- “La botifarra” è un plagio della “Morcilla”.
7- I catalani sono molto avari perché non vogliono pagare il dentista degli andalusi.
8- Non dire mai che Catalogna è una nazione. È una regione autonoma della Spagna.
9- I catalani brindano SEMPRE con “Champagne”. Il “Cava” è una versione economica.
10- Il catalano è, propriamente, una lingua morta.
Clàudia Auradell i Corominas.
